«L'EGITTO È UN DONO del Nilo»:
così scrisse Erodoto, il grande storico greco del V secolo avanti Cristo.
L'affermazione di Erodoto è azzeccatissima: basti dire che l'esistenza
dell'Egitto è dovuta unicamente a quel
grande fiume.
Infatti, se non fosse percorso dal Nilo, il
territorio egiziano sarebbe un deserto.
È facile quindi spiegarsi perché gli antichi
Egizi considerassero
il Nilo una
delle loro maggiori
divinità tutelari.
Il Nilo è senza dubbio uno dei fiumi più straordinari del mondo. Ancora poco tempo fa, ogni anno, da maggio a settembre, le sue acque crescevano fino a uscire dal letto e a inondare tutto il territorio circostante. Queste periodiche inondazioni rappresentavano da millenni la vita dell'Egitto. Infatti, quando le acque si ritiravano, tutto il terreno rimaneva ricoperto da uno strato di fango fertilissimo. Bastava gettarvi sopra le sementi, perché esse germogliassero con incredibile rapidità.
Attualmente, colossali opere idrauliche permettono di sfruttare al massimo le acque. Una gran parte di esse viene infatti raccolta in grandiosi bacini artificiali e utilizzata per irrigare terreni che non vengono più raggiunti dalle acque del Nilo. Naturalmente, con le acque immagazzinate, è anche possibile irrigare il terreno nel periodo in cui il fiume è in magra.
Il Nilo
costituisce per l'Egitto anche
un'importante via di comunicazione: esso infatti è navigabile quasi
interamente dal
Cairo ad
Assuan, e
cioè per un percorso di circa 800 chilometri.