Il territorio egiziano viene suddiviso
fisicamente in quattro zone ben distinte. Esse sono la «Valle
del Nilo» (dal lago Nasser al mare); il «Deserto
Libico» (parte del Sahara); il «Deserto
Arabico» (tra
il Nilo e il
Mar Rosso) e la «Penisola
del Sìnai», compresa tra il Canale di Suez e il Golfo di Aqaba
(occupato militarmente da Israele dal giugno 1967 al gennaio 1974).
Vediamo ora le caratteristiche di queste quattro zone.
La Valle del Nilo: ha una superficie
di circa 44 000 kmq, una lunghezza di 1500 chilometri e una larghezza che va dai
15 ai 250 chilometri. Essa è, diciamo così, il «cuore» dell'Egitto:
qui sono sorte le
maggiori città
del Paese e vive quasi la totalità della popolazione. E la ragione è
semplicissima: la «Valle
del Nilo» è l'unica zona del Paese in cui sia possibile vivere in
città organizzate.
Infatti, dove le
acque del Nilo non arrivano, vi è l'inospitale deserto sabbioso, abitato
solo da nomadi e da beduini.
La parte più ampia e più fertile della «Valle del Nilo» è quella
occupata dal delta del fiume. In questa zona si trovano le due
maggiori città
dell'Egitto:
il Cairo, la
capitale, e
Alessandria d'Egitto, il più attivo porto del Paese.
I due deserti: il «Deserto Libico»
e quello «Arabico » non hanno lo stesso aspetto : il primo
è sabbioso, l'altro è invece costituito da un altipiano roccioso.
Nel «Deserto Libico» vi sono parecchie oasi, in cui si coltivano
alberi da frutta (soprattutto palme da datteri, olivi e albicocchi). Una tra le
più fertili oasi di questo deserto
è quella di Siwa (pron. siua), al confine con la Libia.
La penisola del Sinai: anche questo
territorio, che ha una superficie di 59 000 chilometri quadrati, è arido e poco
popolato. A sud, la Penisola del Sinai è occupata da un massiccio
montuoso che raggiunge l'altitudine massima nel Monte Santa Caterina (2637 m).